Endometriosi e Dieta Anti Infiammatoria? Ecco cosa devi sapere…

Forse la prima associazione che ti viene in mente nel sentire la parola “dieta” è una qualche forma di privazione.

Se sei a dieta devi, inevitabilmente, mangiare meno; o non puoi mangiare tutto. Di fatto però, una dieta è un (qualsiasi) regime alimentare che si sceglie di seguire. Per qualunque ragione, non soltanto collegata, banalmente, alla perdita di peso. Si segue una dieta particolare se si pratica molto sport, per gli animali o l’ambiente, per scelte etiche o intolleranze alimentari. O magari, per ragioni di salute.

Se sei qui, su questa pagina, probabilmente già sai cos’è l’endometriosi.

È una malattia cronica, colpisce quasi esclusivamente le donne. Per ragioni non ancora del tutto chiare, un tessuto simile al rivestimento interno dell’utero (endometrio) è presente in sedi anomale, lo si ritrova in organi diversi dalla cavità uterina, principalmente sulla parete esterna dell’utero, nelle ovaie, tube, peritoneo, vagina, intestino. Tale tessuto, sebbene molto simile, può rispondere diversamente ed avere caratteristiche diverse rispetto al rivestimento uterino vero e proprio [1]. L’endometriosi è la malattia invisibile che colpisce una donna su dieci.

Indovina un po’? Anche io (come te, forse), sono una su dieci.

 

Magari già lo sai, o stai per scoprirlo adesso: ciò che mangi, la dieta che scegli di seguire, può aiutarti. Il cibo può diventare un vero alleato del tuo corpo, specie se soffri di endometriosi. Può aiutarti a tenere a bada i sintomi, i dolori. E la stanchezza. Ad avere più energie per affrontare la giornata. A migliorare, in genere, la qualità della tua vita.

 

Fino allo scorso anno, non avevo mai davvero pensato all’importanza di questo aspetto. A me è sempre piaciuto mangiare, ed alla sola idea di dover rinunciare a qualcosa…bè, ero chiaramente infastidita ed allontanavo semplicemente l’idea.

Sapevo già che una dieta particolare, anti-infiammatoria, avrebbe potuto (forse) darmi una mano, c’erano già articoli e blog che ne parlavano. Ma pensavo di non essere pronta, o abbastanza forte, per seguire una dieta.

E se già da qualche anno se ne parla, ora più che mai la ricerca si sta orientando in questa direzione. Si stanno ricercando cibi ed associazioni alimentari che non siano dannosi per il nostro organismo, da cui anzi risulti possibile trarne beneficio, e nutrienti chiave (come quelli contenuti nel multi-integratore naturale Endoplus, formulato proprio per questo scopo) di cui il corpo ha bisogno per far fronte alla malattia. Ed è proprio di questo che vorrei parlarti, oggi. Perchè penso sia davvero importante che tu abbia tutti gli elementi che ti servono per decidere poi, liberamente, la strada che vuoi intraprendere.

 

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La ricerca sta sempre più confermando che l’endometriosi è associata ad uno stato di infiammazione cronica del corpo. E che la dieta, assieme alla conoscenza dei principi che sono alla base di una sana nutrizione, può aiutare a contrastare e ridurre tale infiammazione. Voglio riportarti in breve il contenuto uno studio recente che è stato fatto in merito: si chiama ”Dieta ed endometriosi: rivisitando i collegamenti con l’infiammazione” [2]. Riporta una sintesi di tutti gli studi che sono stati fatti, dal 2000 al 2018, per valutare sperimentalmente gli effetti della dieta sulla progressione dell’endometriosi, sia su modelli animali, che su donne con endometriosi diagnosticata.

 

“Sembrerebbe che quei cibi/sostanze con noti effetti anti-infiammatori possano mitigare la progressione della malattia, e/o ridurre il rischio di soffrire di uno stadio avanzato di endometriosi, e/o possano ridurre le sintomatologie dolorose nei pazienti affetti.”

 

Una modifica delle proprie abitudini alimentari è stata riconosciuta come un possibile approccio complementare ed un rimedio semplice ed immediato per ridurre gli effetti di infiammazione associati all’endometriosi: è fattibile, pratico ed è un aspetto che può essere monitorato sotto la supervisione di un medico” [2].

Dunque, stando agli studi recenti, sembrerebbe che una dieta anti-infiammatoria possa effettivamente essere uno strumento valido, e complementare ad altre eventuali terapie, quali cure ormonali e/o integratori naturali come Endoplus, per tenere sotto controllo la malattia.

 

Sebbene non si possa parlare di cura, trattandosi di una malattia cronica, la dieta è uno dei tasselli che possono contribuire al raggiungimento di una condizione di vita globalmente migliore per il paziente.

 

Ma quanto è difficile seguire una dieta anti-infiammatoria? E da dove inizio?

 

Scommetto che questa è la prima domanda che ti stai ponendo se è la prima volta che ne senti parlare.

Prima ancora di scoprire cosa mangiare, e cosa no, prima ancora di verificare quanto questo approccio alimentare possa fare eventualmente al caso tuo, la parola dieta un pochino ti spaventa, sai già che dovrai fare delle rinunce, e ciò ti preoccupa.

Non voglio mentirti, sicuramente se decidi di abbracciare questo regime alimentare di qualcosa dovrai farne a meno. Di farine e zuccheri raffinati, ad esempio; o di cibi pronti e processati che magari ti avranno fatto da salvacena in più di un’occasione.

 

So cosa significa, perchè ci sono passata.

 

E forse è anche per questo che mi sento di darti un consiglio. Quello di muovere i primi passi lentamente.

Non c’è fretta, nessuno ti giudica, o ti corre dietro. Sei solo tu, con il tuo corpo. E forse hai la possibilità di sentirti meglio senza dover prendere antidolorifici, o senza dover seguire terapie ormonali pesanti. Forse, non è una garanzia. Ma ci sono ottime possibilità, e c’è gente che si sta davvero impegnando per trovare un modo naturale per aiutarti, semplice oserei dire, e senza dubbio accessibile a tutti. Che, sì, ti chiede di riconsiderare alcune tue abitudini, ma che potrebbe fare davvero al caso tuo. Che ne dici, vale la pena provarci insieme?

 

Dicevamo, dunque, un passo alla volta.

 

È tutta questione di crearsi delle nuove, piccole abitudini facili da seguire.

Philippa Lally ed i suoi colleghi [3] hanno studiato qual è il tempo necessario per creare un’abitudine nel mondo reale, non in condizioni di laboratorio? E sembrerebbe che, in media, siano necessari 66 giorni per creare una nuova abitudine. E che saltare un giorno non è importante, e non compromette nulla; ciò che conta è perseverare nel lungo periodo.

In altre parole, sai cosa significa questo?

Che, se ti impegni, per un paio di mesi, a cambiare qualcosa nelle tue scelte alimentari (e qualche eccezione, lungo il percorso, è contemplata ed ammessa!), dopo, quasi senza accorgertene, saranno diventate per te un’abitudine.

Una nuova, sana abitudine.

Ora, pensa un attimo a quello che mangi in una giornata tipo. Colazione, pranzo e cena. E se fai o meno degli spuntini. Hai tutto in mente?

Io penso che, perlomeno in teoria, hai già un’idea in merito a quello che potresti migliorare. Voglio partire da una prima raccomandazione, semplice semplice. Che sicuramente saprai già, che probabilmente sanno già tutti. Non è nulla di nuovo, è una direttiva che ognuno di noi, con o senza patologie, farebbe bene a seguire, ma che soprattutto nel quadro di questa dieta anti- infiammatoria di cui parlavamo è veramente importante.

Frutta e verdura. Ne mangi abbastanza?

 

Probabilmente no. Sono 5-6 le porzioni, in media, raccomandate. Ed allora, come prima sfida, come prima nuova abitudine da costruire, ti chiedo di mangiarne una porzione in più rispetto al solito, nella tua giornata tipo. Può essere un frutto a colazione, o a metà pomeriggio; un’insalata come contorno a pranzo, o delle verdure grigliate o a vapore a cena.

Spazio alla fantasia! Scegli tu.

 

 

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Una porzione non super abbondante, ma nemmeno misera. Quasi senza accorgertene, starai aumentando il carico di vitamine e minerali della tua giornata.

C’è scritto proprio in quello studio di cui parlavamo prima [2], che un’associazione negativa è stata suggerita tra il consumo di frutta e verdure a foglie verdi ed il rischio di endometriosi, e che flavonoidi [4] e vitamine sono tra le molecole candidate nella gestione del dolore legato all’endometriosi e nella riduzione delle lesioni dovute alla malattia. Pensaci su un attimo: non ti ho chiesto di rinunciare a nulla! Però forse, può succedere che il senso di sazietà, per quel pasto, arriverà prima, e magari mangerai una porzione più piccola di dolce, o di pizza. Se no, non importa. La vera sfida, l’obiettivo, per ora, è aggiungere.

 

Sarà un percorso che faremo insieme, passo dopo passo.

 

Vedremo quali cibi introdurre nella tua dieta, e a quali rinunciare, e soprattutto il perchè. Per me è veramente importante capire la motivazione che c’è dietro ogni scelta alimentare da fare. Sapendo il perchè, mi è più facile decidere cosa mettere nel piatto.

Vale lo stesso anche per te?

Scoprirai cibi ed ingredienti dei quali forse non hai mai sentito parlare, o che semplicemente non hai ancora mai usato. E nuove semplici ricette e trucchetti da seguire per semplificarti un po’ la vita, perché si sa che tutti, ormai, viviamo giornate frenetiche e so quanto è importante riuscire a gestire il proprio tempo in maniera ottimale.

Che dici, ti ho incuriosito un pochino?

E allora pronti, partenza, via!! 🙂

 

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Bibliografia:

[1] Endometriosis, su https://www.nichd.nih.gov/health/topics/endometriosis. URL consultato il 30 settembre 2019.

[2] Saguyod, S. J. U., Kelley, A. S., Velarde, M. C., & Simmen, R. C. (2018). Diet and endometriosis-revisiting the linkages to inflammation. Journal of Endometriosis and Pelvic Pain Disorders, 10(2), 51-58.

[3] Lally, P., Van Jaarsveld, C. H., Potts, H. W., & Wardle, J. (2010). How are habits formed: Modelling habit formation in the real world. European journal of social psychology, 40(6), 998-1009.

[4] Flavonoidi o Bioflavonoidi: Cosa Sono e A Cosa Servono, su https://www.my- personaltrainer.it/integratori/flavonoidi.html. URL consultato il 30 settembre 2019.

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